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Crisi di governo: tra debito pubblico e Recovery Fund

Feb 10, 2021 | Esdebitami, News

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In questo periodo stiamo dando parecchia importanza e visibilità alle questioni legate al Recovery Fund, dato che l’emissione e la gestione di questi aiuti, unite ai danni economici causati dall’emergenza COVID-19, avranno conseguenze sul debito pubblico e sul patrimonio dei singoli cittadini. Per questo motivo riteniamo molto importante cercare di comprendere i possibili scenari dei prossimi mesi, non solo sotto il profilo sanitario, ma anche sotto quello economico.

Avere le idee più chiare su aiuti economici, nuove tassazioni e movimenti della politica può permetterci di affrontare il 2021 in maniera più consapevole e organizzata.

Inoltre, alla gestione economico-sanitaria di un’emergenza su scala internazionale, di per sé già abbastanza delicata, per l’Italia si è aggiunta la complicazione di dover affrontare anche una crisi di governo, che rende ulteriormente complesse analisi e previsioni.

Non entriamo nel merito di quali siano le scelte possibili a livello politico, tuttavia prendiamo atto di come l’Europa stia guardando con preoccupazione all’Italia e di quali potrebbero essere le conseguenze di questa crisi di governo sulle finanze degli italiani.

L’aiuto che l’Europa darà all’Italia nel periodo di tempo che va dal 2021 al 2026 sarà di circa 222 miliardi di euro, cifra parti al 12,5% del PIL di quest’anno. Per accedere a questi fondi l’Europa ha chiesto agli Stati che la compongono di presentare il Piano sul Recovery Fund, una sorta di progetto su come ogni stato gestirà e investirà i fondi ricevuti. Tra tutti i Paesi del Sud Europa, l’unico a non aver ancora presentato tale piano è l’Italia, impegnata in questo momento a gestire la crisi politica interna.

Goldman Sachs, una delle più grandi banche d’affari del mondo, ha fatto il punto della situazione sulle conseguenze dei ritardi italiani: “Il rischio di ritardata attuazione degli investimenti finanziati dal fondo potrebbe diminuire le possibilità di una contrazione del debito sovrano, specialmente nella fase iniziale della ripresa e questo è un fattore importante. Inoltre, un’allocazione inefficace delle risorse potrebbe non fornire un miglioramento, anche se limitato alla crescita potenziale del Paese.

Ciò significa che il ritardo dell’Italia nella presentazione del Piano sul Recovery Fund e il tempo impiegato per la gestione della crisi di governo in piena emergenza COVID-19 avrà delle conseguenze sui debiti del nostro Paese, sul PIL e, infine, sulle tasche degli italiani. Si prevede infatti che questo periodo di inefficienza causerà un ulteriore aumento del debito rispetto al PIL dai 7 ai 10 punti percentuali entro il 2030.

Si prospetta quindi la stessa situazione in cui spesso ci ritroviamo come Sistema-Paese: quella per cui potremmo gestire meglio i problemi nell’immediato, per evitare conseguenze dopo, ma invece, per un motivo o per un altro, decidiamo di non farlo.

Non è ancora chiaro come gli italiani dovranno contribuire per risanare tutti questi debiti; al momento si parla di un aumento dell’IVA e di nuove tasse legate a temi ambientali, come la tassa sul CO2 e quella per la plastica non riciclata.

Ciò che invece risulta chiaro è che la situazione generale del nostro Paese in questo momento non è affatto rosea da un punto di vista economico e a farne le spese saranno gli italiani.

Sono tante le famiglie in difficoltà economica che hanno dovuto contrarre debiti per affrontare questo periodo delicato. Stando alle analisi e alle previsioni, non possiamo aspettarci un miglioramento nel breve termine da questo punto di vista. Per questo motivo, se siete in difficoltà e volete maggiori certezze su come organizzare il vostro futuro, vi invitiamo a contattarci per una consulenza gratuita.

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