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Debito pubblico 2021

Feb 3, 2021 | Esdebitami, News

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Come impatterà il debito pubblico sui singoli cittadini?

Negli ultimi articoli proposti ci siamo concentrati sulle questioni relative al debito pubblico, cercando di comprenderne il significato, di capire la direzione intrapresa dall’Italia, di fare una stima di come si è chiuso il 2020 da un punto di vista economico e di cercare di prevedere cosa dobbiamo aspettarci dal 2021.

È evidente infatti che se da una parte si parla di aiuti, di fondi e di soldi che in un modo o nell’altro entrano nella nostra economia per affrontare l’emergenza, dall’altra parte dobbiamo abituarci a parlare di debito pubblico, poiché tali “aiuti” nella maggior parte dei casi rappresentano dei prestiti e, conseguentemente, dei debiti.

Questi prestiti generano inoltre degli interessi che ogni anno vanno a sommarsi con l’ammontare del debito pubblico e che, prima o poi, dovranno essere pagati dai cittadini sotto forma di tasse. Nello specifico, l’impatto degli interessi sul debito pubblico nazionale è stato nel 2020 di circa 65 miliardi di euro, cifra che si stima andrà a superare i 70 miliardi di euro nel 2021.

Altro fattore importante da tenere in considerazione è il rapporto tra debito e PIL, di cui vi abbiamo parlato in questo articolo. I conteggi di inizio 2021 confermano le stime dello scorso anno, ossia un rapporto tra debito pubblico e PIL che supera il 160%, percentuale che crea un grosso squilibrio tra entrate dei cittadini italiani in questo momento e tasse necessarie per sostenere le spese e gli interessi relativi al debito.

Ci sono alcuni elementi che permettono forse di concedere all’Italia più tempo per fronteggiare questi problemi e che potrebbero indicare una direzione da percorrere.

In primis c’è infatti da dire che il rapporto debito/PIL non è lo stesso per tutte le regioni e, in certi casi, si registrano percentuali che sono di buon auspicio, in perfetta linea con i dati di un paese ben funzionante e talvolta migliori rispetto a quelle delle grandi potenze europee, come la Germania. Se tuttavia la media è problematica, ciò significa che per una regione che è in grado di sostenersi da un punto di vista economico ce ne deve essere un’altra che invece è in gravi difficoltà. Localizzare le aree geografiche che hanno subito maggiormente gli effetti della crisi e che non hanno le risorse economiche, strutturali e organizzative per riprendersi autonomamente può essere d’aiuto per comprendere da dove partire per far ripartire il nostro Paese, una volta che saremo in grado di farlo.

In secondo luogo il Recovery Fund può essere, almeno per certi settori, motivo per poter respirare una boccata d’ossigeno dato che, perlomeno al momento, la restituzione di tali fondi non pone eccessive pressioni da parte di un’Europa che si sta dimostrando paziente nei confronti dei propri Stati sofferenti.

Tali questioni, affrontate su scala nazionale, hanno e avranno delle ripercussioni sui singoli cittadini che si troveranno a dover pagare tasse, bollette, affitti, etc., ma che potrebbero soprattutto veder proseguire il proprio momento di difficoltà economica a causa delle scarse entrate registrate in periodo d’emergenza.

Se hai contratto dei debiti e cominciano a essere troppo onerosi rispetto alle tue entrate sappi che non sei solo. In Italia migliaia di famiglie si trovano nella stessa situazione.

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