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Debito pubblico: cosa cambia con il passaggio da Conte a Draghi

Feb 24, 2021 | Esdebitami, News

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La recente crisi di governo e le successive conseguenze politiche potrebbero portare un cambio di approccio riguardo il debito pubblico italiano.

La crisi di governo appena assorbita dall’Italia ha portato al passaggio di consegna a Mario Draghi di uno dei ruoli probabilmente più delicati, specie in questo momento storico, cioè quello di Presidente del Consiglio.
Economista, banchiere, accademico, dirigente pubblico e personaggio influente della finanza internazionale, Draghi è stato scelto soprattutto per far fronte alle questioni economiche collegate all’emergenza COVID-19, di cui sinora si è principalmente parlato per motivi sanitari, ma le cui conseguenze sono state e saranno devastanti anche dal punto di vista finanziario.

L’Italia è uno dei paesi maggiormente colpiti dalla crisi sotto tutti i punti di vista e, per questo motivo, beneficerà di forti aiuti monetari dall’Unione Europea, grazie a una serie di trasferimenti a fondo perduto stabiliti dal Recovery and Resilience Facility. Si tratta della prima volta in cui i cittadini di uno Stato vengono tassati per aiutare cittadini di altri Stati membri dell’Unione Europea; diventa quindi necessario che tali investimenti non solo aiutino i paesi a riprendersi dal momento di difficoltà, ma che creino anche una base per una crescita futura.

Mario Draghi è stato abbastanza chiaro su come intende direzionare l’Italia per cominciare il processo di ricrescita finanziaria, concentrando le proprie attenzioni non sui tassi di interesse, ma sulle responsabilità, le competenze e la pianificazione.

Sta a chi governa fare le scelte strategiche, sta a chi amministra eseguirle in maniera efficace ed efficiente e a chi controlla verificare che le risorse siano impiegate correttamente. Governo, Parlamento, Amministrazione Pubblica, Corte dei Conti e tutte le Istituzioni del nostro Paese devono essere coprotagonisti di un percorso di rinascita economica e sociale.

In primo luogo, il Premier si è quindi concentrato sul coordinamento tra le varie istituzioni, con grande attenzione non solo agli organi decisionali, ma anche a quelli di controllo.

Ai livelli attuali non sono i tassi di interesse che determinano la sostenibilità del debito pubblico ma è il tasso di crescita di un paese.

L’organizzazione è quindi funzionale non tanto alla gestione economica delle scelte passate, ma alla valutazione della crescita futura con l’auspicio che il miglioramento della situazione economica italiana sarà una conseguenza di tale crescita.

Il nostro impegno sarà quello di rafforzare la capacità amministrativa anche attraverso un’azione volta a selezionare le migliori competenze, a formare e riqualificare le persone, per realizzare un’amministrazione all’altezza dei compiti che il momento straordinario chiede a tutti noi.

Saranno quindi necessarie competenze e formazione per far sì che cominci il cambiamento economico di cui l’Italia ha bisogno, al contempo servirà coordinamento tra le istituzioni decisionali e quelle di controllo.

Ci auguriamo che le parole del nuovo Premier si trasformino rapidamente in realtà, nel frattempo però molte famiglie italiane sono in serie difficoltà economiche a causa delle problematiche dell’ultimo anno.

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