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Decreto Rilancio e Decreto Sostegni a confronto

Apr 14, 2021 | Esdebitami, News

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In molti si stanno chiedendo quale dei due decreti ha supportato maggiormente i cittadini italiani: facciamo il punto della situazione.

Sono tante le categorie professionali che in questo momento necessitano di un sopporto da parte dello Stato, la pandemia ha obbligato molti a rimanere fermi (o quasi) con la propria attività lavorativa, incidendo in maniera notevole sulle entrate finanziarie. Si tratta quindi di un periodo in cui è necessario che lo Stato contribuisca alla sopravvivenza di molte aziende, partendo in primis dal sostenere tutti i lavoratori che le costituiscono.

Il governo Draghi ha appena emanato il Decreto Sostegni – è possibile fare domanda sino al 28 maggio per accedere ai contributi – che sostituisce il Decreto Rilancio del governo Conte.

Ma quale dei due decreti sta impattando in maggior maniera sull’obiettivo finale, ossia sul sostenere i cittadini italiani?

Innanzitutto parliamo di Decreto Rilancio e non di Decreto Ristori poiché quest’ultimo faceva riferimento solamente a determinati codici Ateco, era quindi dedicato solamente alcune categorie professionali, per cui un paragone veritiero è per forza di cose quello tra i due decreti emanati a maggio 2020 e a marzo 2021, rispettivamente il Decreto Rilancio ed il Decreto Sostegni.

Per quanto concerne il c.d. popolo delle partite IVA, il Decreto Sostegni permette a una platea maggiore di individui di accedere ai contributi. Nel caso del Decreto Rilancio, 2,39 milioni di partite Iva hanno avuto accesso agli aiuti economici; con il governo Draghi invece questo numero è aumentato perché sono cambiati in positivo i presupposti di accesso al decreto stesso. Nello specifico, questo aumento delle posizioni aventi diritto ai sostegni è proporzionale all’aumento del capitale messo a disposizione per questa causa: il governo Conte aveva stanziato 6,6 miliardi di euro, contro gli 11 miliardi previsti “a fondo perduto” dal governo Draghi.

Anche in termini di importo, il governo Draghi sembra essere in vantaggio: per le imprese con un fatturato inferiore ai 100.000€ si calcola un aumento pro capite medio di 725€, ossia del 53% rispetto a quanto previsto dal governo precedente. Per le imprese che vanno dal milione ai cinque milioni di euro di fatturato il contributo è invece quasi raddoppiato, per una cifra che si aggira attorno ai 14.000€.

In generale il governo Draghi sembra quindi aver messo sul piatto una cifra complessivamente maggiore, che tuttavia andrà distribuita tra milioni di cittadini. Questo fa sì che nonostante questo incremento, se valutiamo il contributo di 14.000€ per un’impresa che fatturava da un milione a cinque milioni di euro, risulta abbastanza palese come la situazione economica italiana stia ancora attraversando un grande momento di crisi.

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