SOS DEBITORI

Non sarai più solo!
Ai recuperatori del credito ci pensa lo staff legale di Esdebitami

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I procedimenti di esdebitazione introdotti con la Legge 3/2012, previsti per aiutare chiunque si trovi in una condizione di c.d. sovraindebitamento, sono tre: il piano del consumatore, l’accordo di composizione con i creditori e la liquidazione del patrimonio.

Tutte queste procedure si caratterizzano per il fatto che vengono coinvolti (e pertanto sono sottoposti all’esame del giudice, che con l’omologazione approva la procedura richiestagli e la rende applicabile al singolo caso) tutti gli elementi attivi e passivi che riguardano il patrimonio dell’interessato: non si possono quindi affrontare e soddisfare delle singole ragioni di credito, bensì è necessario che vengano prese in esame tutte le esposizioni debitorie, che siano fornite o meno di un titolo preferenziale nella soddisfazione (c.d. crediti privilegiati).

Fatta eccezione per la liquidazione del patrimonio (con la quale i creditori si devono accontentare di essere soddisfatti col ricavato della liquidazione stessa, qualunque esso sia), ovvero per l’accordo di composizione della crisi (mediante il quale si raggiunge appunto un accordo con i creditori in merito alla loro soddisfazione secondo un progetto personalizzato di rimborso dei debiti), qualora si ricorra al piano del consumatore diventa di fondamentale importanza il procedere preliminarmente ad un esatta comprensione della natura dei debiti dell’interessato che sono coinvolti nella procedura.

Infatti va tenuto presente che (pur estrinsecandosi entrambe le procedure nella proposizione di un c.d. “piano di rientro”) il Piano del consumatore diviene applicabile su dei presupposti che sono ben diversi da quelli dell’Accordo di composizione della crisi.

Si tratta di effettuare una ricognizione completa ed esaustiva che fotografi la situazione di fatto esistente, relativamente ai debiti presenti ed accertati. Tale ricognizione deve essere non solo veritiera ma anche realistica, questo perché occorre mettere il Giudice nella condizione di comprendere immediatamente ed in sintesi quella che è la situazione di attuale indebitamento (che lui dovrà valutare essere o meno di “sovraindebitamento”).

Pur tenendo presente che l’interessato si trova in uno stato d’urgenza se non di emergenza, sussiste la necessità di definire ed esporre in modo ragionato il suo quadro complessivo allo scopo di rappresentarlo al meglio per la sua situazione patrimoniale (immobili, mobili registrati, mobili, rapporti finanziari) e per la capacità reddituale.

Occorre precisare quali sono le spese legate ai bisogni di sostentamento della famiglia ed esaminare la esposizione debitoria, non solo dal punto di vista numerico ma approfondendone le cause, facendo la storia del comportamento tenuto avanti ai creditori. Sarà infatti il Giudice a dover valutare tale comportamento: la storia del consumatore potrebbe testimoniare un’incauta gestione delle proprie risorse unitamente ad altri comportamenti, anche reiterati, che dimostrerebbero come l’eventuale esdebitazione si rivelerebbe un eccesso premiante per chi, invece, ha concorso a creare la propria situazione di sovraindebitamento con incuria, negligenza, imperizia.

In questo contesto, sbagliare la rappresentazione del caso al Giudice può determinare il mancato accoglimento del Piano.

Diventa per questo motivo fondamentale l’assistenza data al debitore da un Legale, da un Tecnico, da un Consulente che deve rappresentarlo ed aiutarlo nella presentazione della pratica e nel corso dell’iter della procedura, anche nel rapporto con i creditori.

Solo grazie a questo intervento si potrà correttamente:

  1. indicare la somma che si offre ai creditori per sanare definitivamente la posizione in rapporto al grado di privilegio di ciascuno di essi;
  2. ricostruire le ragioni che hanno portato al sovraindebitamento;
  3. specificare l’impossibilità a procedere con alternative forme di pagamento.

Con la relazione particolareggiata che deve per legge accompagnare la proposta di piano si possono evidenziare le cause dell’indebitamento del consumatore e dimostrare quella che è stata la sua diligenza nell’assolvere i debiti, fino a quando ha potuto farlo.

Una procedura complessa, questo è innegabile, ma che è assolutamente alla portata di chi si trova in difficoltà economiche per cause estranee alla propria volontà.