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CANCELLATO IL “FALLIMENTO”: NON E’ SOLO UNA QUESTIONE LINGUISTICA


Lo scorso 11 ottobre 2017 il Senato ha finalmente dato il via libera alla riforma della legge fallimentare. E’ stata data la delega al Governo per cancellare il vecchio testo (risalente al 1942) e tutte le procedure relative alle “crisi d’impresa” (c.d. concorsuali) sono state adeguate alla nuova realtà di un mercato in cui la crisi economico-finanziaria e lo stato di insolvenza sono da considerarsi come fasi fisiologiche del ciclo di vita di un’azienda.

Sono previsti benefici tanto per le imprese quanto per i creditori, dando maggiore spazio alla fase stragiudiziale degli accordi di composizione della crisi.

L’imprenditore in difficoltà non dovrà più essere punito e perseguitato per la sua sconfitta imprenditoriale ma essere aiutato a superare la crisi ed a reimmettersi nel ciclo produttivo. Vediamo schematicamente quali sono le principali novità della riforma della legge fallimentare.

Abolizione del termine “fallito”

La parola “fallimento” sarà abolita, essendo pregiudizievole per l’imprenditore che vuole “ricominciare”; si aprirà invece una “procedura di liquidazione giudiziale dei beni” con cui si potranno ottenere delle soluzioni concordatarie, compresa la completa liberazione dei debiti, entro un tempo massimo di 3 anni. Fase di allerta per le imprese in crisi.

Viene introdotta una fase preventiva e stragiudiziale (anche su richiesta dello stesso imprenditore in difficoltà) che deve far emergere in anticipo la crisi, affidata ad un organismo pubblico costituito a livello provinciale presso le Camere di Commercio. L’Organismo farà una rapida analisi delle cause del malessere economico e finanziario dell’imprenditore e svolgerà un vero e proprio servizio di composizione assistita della crisi, puntando al raggiungimento dell’accordo con i creditori.

Giudice specializzato in procedure concorsuali

I Tribunali delle imprese saranno competenti per le procedure di maggiori dimensioni, mentre la trattazione delle altre procedure d’insolvenza verranno ripartite tra un numero ridotto di Tribunali, con una adeguata pianta organica. Concordato preventivo circoscritto e continuità aziendale Viene confermato il cd. “concordato in continuità”: quando cioè, versando l’impresa in situazioni di crisi o di insolvenza reversibili, la proposta valga a garantire la continuità aziendale (con adeguato mantenimento dei livelli occupazionali). Ciò perché il concordato preventivo ha una bassa percentuale di successo ed inoltre è costoso: emerge infatti dagli studi che comporta uscite superiori al 30% dell’attivo, mentre quelle del fallimento sono contenute nella misura del 5%.

Accordi di ristrutturazione dei debiti

Il debitore potrà chiedere, con l’omologazione del Tribunale, che gli effetti dell’accordo vengano estesi anche alla minoranza di creditori che non hanno aderito all’accordo stesso. Viene così impedita la “dittatura dei cd. creditori di minoranza”.

Mercato nazionale telematico per i beni in vendita

Verrà creato il c.d. “sistema Common”, ovvero un mercato unico nazionale per tutti i beni posti in vendita dalle procedure concorsuali ed esecutive, diretto a renderli negoziabili non solo a fronte di denaro corrente ma anche con appositi titoli. I creditori potranno convertire il denaro non corrisposto in una sorta di voucher, chiamato appunto “common”: questo buono potrà essere utilizzato per acquistare beni posti in vendita da un’altra procedura.

Procedura unitaria se sono coinvolte più imprese di un gruppo

Viene introdotta la possibilità di consentire lo svolgimento di un’unica procedura per la trattazione dell’insolvenza nel caso di gruppo di imprese, individuando se possibile un unico tribunale. Sostegno per l’accesso al credito Sarà più facile per le imprese, specie se di piccole dimensioni, accedere al credito; l’imprenditore potrà concedere garanzia anche su beni non attuali e determinati ma futuri e determinabili (per esempio il contenuto del magazzino).

Controllo giudiziale sulle S.r.l.

Vengono ridotti i requisiti dimensionali minimi ricorrendo i quali le S.r.l. devono dotarsi di un organo di controllo o di un revisore.

Nuove tutele per l’acquirente di immobile in costruzione

E’ previsto l’obbligo che tutti gli atti che abbiano come effetto il trasferimento di immobili da costruire vengano conclusi con atto notarile; si vuole evitare, anche in sede di contratto preliminare, la diffusa violazione di legge da parte dei costruttori che non forniscono la fideiussione a garanzia dell’acquirente nonchè la polizza assicurativa.

Sovraindebitamento

La disciplina sul sovraindebitamento di cui alla Legge 3/2012 (quella di cui ci occupiamo già da alcuni mesi in queste pagine) viene estesa anche ai soci di società illimitatamente responsabili e va coordinata in caso di accesso alle procedure da parte di più componenti della stessa famiglia.

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