SOS DEBITORI

Non sarai più solo!
Ai recuperatori del credito ci pensa lo staff legale di Esdebitami

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Dopo questa sentenza lo spauracchio Equitalia farà meno paura!

A Milano il primo accordo di composizione della crisi omologato

“Il 21 aprile scorso sono scaduti i termini per aderire alla definizione agevolata”. Queste sono le testuali parole riportate sul sito di Equitalia, che fanno seguito a quanto riferito dal suo amministratore delegato, Ernesto Maria Rufini, in un’audizione alla camera, in cui riportava i numeri della cosiddetta rottamazione: 600 mila domande di adesione alla definizione agevolata per un valore di circa 8 miliardi di euro.

Un successo? Sicuramente una situazione favorevole ad Equitalia che tramite questa “apparente” agevolazione, ha ottenuto che i contribuenti riconoscessero il loro debito, riducendo in tal modo le possibilità di avanzare una contestazione per tutti quei vizi di forma che avrebbero resi invalidabili gli strumenti di escussione più temuti dagli italiani, le c.d. CARTELLE ESATTORIALI.

Chi ha presentato domanda entro il 21 aprile per rottamare una o più cartelle otterrà degli sconti su sanzioni e interessi, e fin qui la nota lieta. Il fatto spinoso risiede nelle modalità di pagamento, ovvero in cinque rate in meno di 18 mesi. La convenienza è reale solo per chi sarà realmente in grado di rispettare questi nuovi termini, ed è qui che sorge una domanda: Chi non paga le cartelle lo fa perché solitamente non ha soldi e non può addirittura sostenere una normale rateizzazione a dieci anni… Riuscirà allora a pagare entro diciassette mesi (con uno sconto medio non superiore al 20%) un’intera cartella? Tirando le somme sembrerebbe una vera e propria arma a doppio taglio, utile solo per coloro i quali, dopo aver fatto due conti, abbiano già accantonato i danari per pagare.

Quella che a prima vista poteva sembrare una panacea contro tutti i mali portati da Equitalia, potrebbe rivelarsi una nuova causa di notti insonni. Il punto è che tra tutte le richieste presentate, ce ne saranno alcune che tramite la rottamazione verranno effettivamente regolarizzate da Equitalia, anche se notificate male o prescritte; ma ancor peggio spetterà a tutti quei contribuenti che, in buona fede, aderendo alla rottamazione, avranno permesso ad Equitalia di ottenere un riconoscimento volontario di debito che renderà certo ed esigibile un credito quasi certamente impugnabile. Ergo, si saranno dati la zappa sui piedi da soli. Ma torniamo al nostro titolo di oggi, “Equitalia farà meno paura”.

E allora come si può affrontare lo spauracchio Equitalia? Con la legge! Su queste pagine già più volte abbiamo affrontato il tema della legge 3/2012 sull’esdebitazione.

Ed è ancora una volta lei a portare aria fresca e buone nuove per chi è soffocato dai debiti. E’ infatti di questi giorni la notizia che, udite udite, il tribunale di Milano ha omologato il primo accordo di composizione della crisi e ,seguendo le logiche della legge che norma il fenomeno del sovraindebitamento (cd Legge Salvasuicidi), ha permesso ad un soggetto non fallibile di liberarsi di gran parte del suo debito per ripartire con impegni certamente onorabili in una situazione di ritrovato equilibrio finanziario, utile a smettere di scappare dai creditori e ricostruirsi una nuova vita. Traducendo dal giuridichese, un consumatore che aveva un debito con Equitalia, non sostenibile, è riuscito ad ottenere un piano di rientro commisurato alle sue attuali capacità di rimborso, stralciando le cartelle di Equitalia con il pagamento di una somma pari al 35% del mostruoso debito maturato, in 84 rate mensili da circa 250€, quota definita sostenibile “ex L.03/2012” nell’ambito di una procedura volontaria di accordo di composizione della crisi da sovraindebitamento.

L’eccellente lavoro dei professionisti che lo hanno seguito in un vero e proprio ginepraio, ha aperto non solo per lui la strada verso una ritrovata serenità, ma tracciato anche un cammino verso nuove possibilità di dare un solido aiuto ai cittadini, consumatori, artigiani, piccoli imprenditori che cercano soluzioni concrete per uscire dalla morsa dei debiti.

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