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Le novità sul sovraindebitamento introdotte dalla riforma della legge fallimentare e cos’è il c.d. “merito creditizio”

Gen 4, 2021 | Esdebitami, News

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La Legge 3/2012 in materia di sovraindebitamento verrà riassorbita all’interno del nuovo Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Leg.vo n.14/2019), la cui entrata in vigore è stata posticipata a causa dell’epidemia Covid-19 dall’agosto 2020 al settembre 2021.

Tra le modifiche che verranno introdotte rispetto al disposto dell’attuale testo di legge, ci sono quella di una nuova definizione della meritevolezza, quella della possibile presentazione di un piano congiunto per le soluzioni delle crisi di famiglia e quella del recepimento del concetto di merito creditizio.

A proposito di tale ultimo concetto va ricordato che esso è ampiamente conosciuto e applicato dalle Banche e dalle Finanziarie in sede di concessione dei finanziamenti tramite i loro sistemi informatizzati di scoring della clientela; il richiedente viene valutato in base a degli algoritmi che procedono all’esame della sua situazione reddituale, familiare, socio-economica e patrimoniale. L’esito di tale valutazione viene espresso in termini numerici o di “semaforo”: al semaforo rosso corrisponde l’insindacabile rigetto della domanda di prestito.

La riforma del sovraindebitamento si caratterizza per la nuova e particolare attenzione riposta nell’esaminare il comportamento tenuto dalle Banche e dalle Finanziarie in sede di istruttoria del prestito o finanziamento in genere.

Il principio della legge di delega prevede che venga valutato “se il soggetto finanziatore, ai fini della concessione del finanziamento, abbia tenuto conto del merito creditizio del richiedente, valutato in relazione al suo reddito disponibile, dedotto l’importo necessario a mantenere un dignitoso tenore di vita.”

Il Decreto Legislativo puntualizza così i requisiti necessari alla valutazione del merito creditizio, parametrandolo al reddito disponibile, una volta detratto l’importo necessario al mantenimento di uno stile di vita dignitoso. Tale corretta valutazione si ripercuote, poi, sui poteri processuali del creditore, considerato che il principio contenuto fin nella legge delega (art. 9, comma 1 lett. l), l. n.155/2017) aveva dato indicazione al legislatore delegato di “prevedere misure sanzionatorie, eventualmente di natura processuale con riguardo ai poteri di impugnativa e di opposizione, a carico del creditore che abbia colpevolmente contribuito all’aggravamento della situazione di indebitamento.”

La concessione di finanziamenti “facili”, quindi, costituirà ufficialmente una colpa a carico delle Banche e Finanziarie, che sovente utilizzano strategie commerciali troppo aggressive e spregiudicate legando la concessione del credito a tassi più cari e, di fatto, contribuendo all’aggravamento colpevole dello stato di difficoltà economica in cui versava il richiedente.

Se vuoi far analizzare la tua situazione e comprendere se puoi utilizzare la Legge 3 del 2012, compila il form sottostante o contatta una delle nostre filiali per una consulenza gratuita.

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